Secondo un’indagine dell’Osservatorio Permanente Censis – Ital Communications sulle agenzie di comunicazione in Italia, 14 milioni e mezzo di italiani utilizzano Facebook per informarsi[1]. Il 18% dei giovani predilige YouTube come strumento per reperire notizie.

Ben 4 milioni e mezzo di italiani dichiara di informarsi esclusivamente tramite i social network. Questa fetta di popolazione risulta, così, altamente soggetta ad imbattersi in fake news, spesso purtroppo diventandone cassa di risonanza.

L’ex commissario dell’AgCom Antonio Nicita, docente alla Lumsa e membro del Regulatory Scrutiny Board della Commissione europea, in una intervista[2] rilasciata al Corriere Comunicazioni dichiara che il web è “il regno della disinformazione e della polarizzazione in cui ciascuno insegue una propria verità del tutto indifferente alla verità dei fatti”. A confermare questo punto di vista, un’interessante indagine di Eurobarometro su pandemia, vaccinazione ed informazione: sebbene il 61% dei cittadini europei ritenga virologi, medici e personale sanitario le figure più autorevoli per informare in merito ai vaccini, questa percentuale crolla al 32% tra i così detti “no-vax”. Ben il 41% di chi ha deciso di non vaccinarsi non reputa affidabile nessuna fonte informativa.

Negli ultimi anni, esempi di flussi importanti di disinformazione sono stati innumerevoli ed hanno influito su fenomeni di enorme portata, dalle elezioni statunitensi vinte da Donald Trump ai recenti tragici accadimenti in Ucraina. Su www.euvsdisinfo.eu sono riportate vere e proprie campagne studiate a tavolino per alimentare la disinformazione online e manipolare l’opinione pubblica.

In pratica, questi dati confermano quanto sia necessario al giorno d’oggi avere un’alfabetizzazione, almeno di base, per affrontare con consapevolezza il mare di informazioni a nostra disposizione.

Le generazioni più giovani sembrano essere predisposte ad un utilizzo più critico degli strumenti digitali: secondo un’indagine del progetto Opinion Leader 4 Future[3] dell’Università Cattolica in collaborazione con Credito Emiliano, secondo giovani di età compresa tra i 10 e i 25 anni ricorrere al Fact Checking è una risorsa fondamentale per impedire il diffondersi di fake news e trovare notizie attendibili. Il 55% dei giovani italiani ha anche dichiarato di essere diventato più attento a scegliere di chi fidarsi per informarsi online.

Ma come guidare i giovani verso un utilizzo più consapevole degli strumenti del web? Come stimolare il pensiero critico verso l’immensa mole di informazioni che le ragazze ed i ragazzi trovano online?

Il progetto “Learn to discern: self defense against misinformation” nasce proprio dalla necessità di fornire ai giovani strumenti di alfabetizzazione digitale indispensabili nella società contemporanea.

Il Transnational Planning Meeting del Progetto si è svolto a Lecce il 4 luglio 2022. Ente ospitante è stato Demostene Centro Studi per la Promozione dello Sviluppo Umano. All’incontro hanno partecipato partner da Turchia, Spagna, Estonia e Bulgaria.

Gli obiettivi di Learn to discern sono molteplici:

  • Fornire competenze di alfabetizzazione digitale ai giovani lavoratori ed ai loro educatori, tramite strumenti innovativi e mezzi di educazione non-formale;
  • Incrementare le capacità dei giovani di individuare le fake news e fare scelte consapevoli nel volume immenso di informazioni che li circonda;
  • Incrementare l’utilizzo di software open-source nella formazione ed adottare strumenti condivisi di Information and Communication Technology per combattere le fake news;
  • Promuovere il pensiero critico e le skills digitali con l’utilizzo di strumenti digitali innovativi;
  • Incrementare la qualità della formazione dei giovani lavoratori grazie all’innovazione delle pratiche e dell’approccio verso i loro bisogni e le loro abitudini digitali.

Per raggiungere questi obiettivi, il progetto raggiungerà i seguenti risultati e produrrà le seguenti attività:

  • L2D Learning Platform: si tratta di una piattaforma online nella quale confluiranno tutti i contenuti, le risorse ed i risultati delle ricerche effettuate durante la durata del progetto. La piattaforma non si rivolgerà solo ai giovani, ma si propone di essere strumento rilevante anche per stakeholders e utenza generica. La piattaforma sarà inoltre tradotta nelle lingue dei paesi dei partner del progetto;
  • L2D Capacity Gap Assesment: questo obiettivo, che vede Demostene protagonista, consiste in uno studio approfondito e scientifico del quadro attuale del rapporto tra giovani ed informazione online. La desk research sarà affiancata dalla somministrazione di un questionario ad una platea di giovani;
  • L2D Microtraining Material: si tratta di una raccolta di strumenti di microtraining semplici da implementare e da replicare in altri paesi UE.

Come si può vedere, Learn to Discern è un importante progetto che riguarda la formazione verso un approccio responsabile e critico, più che di semplice educazione all’utilizzo dei media.

Su questo sito, vi terremo aggiornati sui prossimi passi di questo interessante progetto!

[1] https://www.corrierecomunicazioni.it/media/informazione-online-oltre-4-milioni-di-italiani-si-informano-solo-sui-social-network/

[2] https://www.corrierecomunicazioni.it/media/fake-news-e-disinformazione-nicita-e-tempo-di-pluralismo-2-0/

[3] https://www.ilsole24ore.com/art/effetto-covid-sull-informazione-55percento-giovani-piu-cauti-fonti-AElgdNk

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