A partire dal 2020, l’emergenza causata dal COVID-19 ha posto il mondo del lavoro e delle imprese di fronte ad una sfida senza precedenti. Nell’intento di contrastare le evidenti difficoltà sia fisiche (lockdown diffusi) che economiche, si sono resi necessari nuovi strumenti (ad esempio lo smart working) e nuove misure per restare sul mercato (ad esempio l’e-commerce).

Il report Istat “Situazione e prospettive delle imprese dopo l’emergenza sanitaria COVID-19”, che analizza un campione di oltre 90mila imprese nel periodo 16 novembre-17 dicembre 2021, sottolinea come il clima nel mercato del lavoro sia dominato dall’incertezza. Ciò accade nonostante i flebili segnali di ripresa dal periodo acuto della crisi che ci ha colpito. Nella stessa rilevazione, si segnalano circa 12mila imprese che lasceranno il mercato, colpite in maniera irreversibile dalle conseguenze della pandemia.

A reagire meglio ai nuovi stimoli contingenti sono state le imprese con dimensione Multi- o Internazionale, mentre si segnalano evidenti difficoltà tra le imprese medio-piccole, le quali faticano a modificare le proprie politiche di marketing e produttive con un tempismo adeguato. Le cause di questa dinamica asimmetrica, che ha portato al c.d. “spiazzamento strategico”, risiedono anche nella scarsa capacità di pianificazione dei piccoli imprenditori italiani. La cultura imprenditoriale resta, quindi, il tallone d’Achille della nostra economia.

Un altro fenomeno che ha caratterizzato il mercato del lavoro nel periodo di crisi è quello della “Great Resignation”: secondo un’indagine condotta da Randstad in 34 paesi (come riportato da Open qui), i giovani della “Generazione Z” (18-24 anni) ed i “Millennials” (25-35 anni) si pongono, nel rapporto vita privata- vita lavorativa, in un modo peculiare. Il 56% degli intervistati ha dichiarato che lascerebbe il lavoro se impedisse loro di godere appieno di un sano equilibrio tra lavoro e vita privata. Questo dato non deve significare che i giovani siano disinteressati alla carriera: il 75% degli intervistati, infatti, considera il lavoro come una parte importante della propria vita.

Ma come coniugare questa nuova sensibilità ad un mercato del lavoro che, come visto, è soggiogato dall’incertezza? Può essere l’imprenditoria giovanile la chiave di accesso ad un mondo del lavoro sempre più dinamico? È possibile che una nuova generazione di giovani imprenditori possa riuscire a trovare nuovi metodi per coniugare una vita privata appagante ad un lavoro soddisfacente?

In un rapporto Unioncamere (riportato da ItaliaOnline a questo link) si evidenzia come in Italia le imprese guidate da giovani siano circa mezzo milione, con un decremento di circa 80mila unità rispetto a cinque anni fa. Tuttavia, il dato interessante, riportato dal MISE qui, riguarda le start-up e le PMI innovative: +3,3% (dati aggiornati al 1 ottobre 2021). I giovani, quindi, investono su se stessi e prediligono farlo in modo innovativo.

In questo quadro generale, nasce il progetto, “Young Entrepreneurs in Time of Crisis”, finanziato nell’ambito del programma Erasmus + il cui Kick-off meeting si è svolto nei giorni 26 e 27 febbraio 2022 ad Atene.

Nell’ambito del progetto, Demostene Centro Studi, in collaborazione con altri cinque partner europei, affronterà il tema dell’imprenditoria giovanile. La visione che sta alla base si potrebbe sintetizzare con poche parole: le difficoltà ed i cambiamenti provocati dall’emergenza del COVID-19 costituiscono straordinarie opportunità per coloro che sapranno coglierle.

L’obiettivo è quello di fornire validi strumenti che possano essere utili alla creazione di nuove imprese guidate da giovani. È necessario incoraggiare le nuove generazioni affinché mettano la loro creatività e la loro energia nel motore del cambiamento.

Per raggiungere questo obiettivo, sono previste le seguenti attività:

  • Somministrazione di un questionario per comprendere, mediante i dati raccolti su un campione di ragazze e ragazzi, le consapevolezze e le carenze nell’ambito dell’imprenditoria;
  • Attività di ricerca accademica sul contesto nel quale si vuole influire, grazie alla quale ricavare innovativi strumenti di formazione;
  • Individuazione di buone pratiche quali benchmark che possano essere, grazie alla realizzazione di brevi video, da stimolo e da esempio per chi voglia intraprendere una nuova impresa.

Grazie a queste attività, saranno creati dei corsi online pratici per stimolare e promuovere tra i giovani l’attitudine imprenditoriale.

Il progetto è rivolto a giovani interessati ad intraprendere un cammino in proprio ed accettare la sfida-opportunità della crisi pandemica.

Particolare rilievo, infine, avranno gli ambiti nei quali il progetto fornirà uno stimolo all’imprenditoria: sociale, green, cultura ed innovazione digitale.

Altri contenuti del progetto e nuove informazioni saranno disponibili su questo sito e su quello del progetto. Vi terremo aggiornati!

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